Mercanti Nobili Santi, la famiglia Zambra
Zambra
Casa Editrice Tinari

Frontespizio del volume "la Famiglia Zambra" di Chieti, pubblicato dalla Casa Editrice Tinari Contrada Sardia, 30 - 66010 Villamagna (CH) tel-fax 0871-301018 E-mail giuseppe@tinari.it che ringraziamo per aver concesso di inserire qualche tratto del libro.

La guerra dei Trent’anni: il primo Defendente arriva a Chieti

La storia della Famiglia Zambra a Chieti può farsi patrire dalla metà del secolo XVII quando Defendente, giovane figlio di Bernardo della “ragguardevole” famiglia Zambra di Careno, sul lago di Como, lascia la casa paterna e si trasferisce in Abruzzo Citerione

Gli Zambra diventano baroni: Giovanni e Giuseppe

La seconda generazione della famiglia, se pur reputata teatina a tutti gli effetti, si ricollega al luogo di origine, quando Giovanni figlio di Paolo Zambra di Careno e di Anna Maria Brentano di Tremezzo, sul lago di Como, sedicenne , giunge a Chieti, chiamato dallo zio Defendente per…………………

Gli ultimi baroni di fronte alla guerra mondiale.

L’ultimo barone, Giacomo, venne adottato ed istituito suo erede universale il 12 aprile 1919 dallo zio Giacomo…………….

……………………le imprese elettriche “Gerardo Zambra” assicurano l’erogazione dell’energia nella valle della Pescara………………

……..Nel 1926, l’aquisto di una Fiat ITALA lo annovera fra i pionieri del volante……………………………..

…….l’arruolamento nell’esercito italiano dell’unico figlio Dino, ha esiti tragici. Il giovane muore nel gennaio del 1944, nell’ospedale di Lecce a soli 22 anni.

Il volume contiene :

Premessa a cura di Carmine Viggiani

Introduaione a cura di Mira Ciamara e Annamaria De Cecco

Albero genealogico “da Bernardino Zambra 1601 a Dino Zambra 1944”

Catalogo della mostra documentaria Mercanti, nobili, santi. La Famiglia Zambra in Chieti dal XVII al XX secolo

Inventario dell’archivio Zambra a cura di Carmine Viggiani

3 gennaio Servo di Dio, Dino (Defendente) Zambra

Le spoglie di Dino Zambra tornano a S. Maria Arabona il 1° Novembre 1944.
Le lacrime di dolore si confondono con quelle di tenerezza e di gioia. Una grande folla, tra cui moltissimi poveri, accoglie “un giovane santo tornato a casa”.
I funerali si trasformano in un trionfo sacro.
Presto la sua tomba diventa meta di numerosi pellegrini, affascinati e attratti dalle sue virtù e dalla sua vita santa ed esemplare.
La morte prematura, avvenuta il 3 gennaio 1944, nel sanatorio di Lecce e su una misera branda, pone fine all ‘ esistenza terrena del giovane Dino. La “Mamma” di noi tutti lo accoglie in Paradiso come un giovane fiore: non ha ancora compiuto ventidue anni, ma si è realizzato perfettamente. Prima di morire pensa ai suoi poveri e vuole fare testamento. Ha in tasca seicento lire, che destina ad una famiglia disagiata di Chieti. I genitori, dopo aver letto il “Diario”, decidono di adempiere a tutte quelle opere di carità che avevano contraddistinto la vita del Servo di Dio.
Donano, così, palazzo Zambra, in Chieti, alla Curia Arcivescovile Teatina e destinano i loro beni ad opere di beneficenza, nominando eredi i Salesiani di Macerata, i quali diventano titolari anche dell’ Abbazia di S. Maria Arabona.
Nel 1998 i Salesiani, a loro volta, cedono l’ Abbazia all’ Arcidiocesi di Chieti- Vasto, nella persona dell’ Arcivescovo Edoardo Menichelli, perchè essa continui ad essere luogo di spiritualità e di opere di bene volute dal Servo di Dio.
La fama di santità del giovane Dino Zambra non tarda a diffondersi tra la gente semplice della sua terra e soprattutto tra i giovani, per cui la Chiesa li sprona a seguirne il modello di spiritualità e santità, tant’ è che molte associazioni di Azione Cattolica s’intitolano al suo
nome.
Il 12 marzo 1949, a Manoppello Scalo si inaugura una Scuola Materna fatta costruire dai baroni Zambra in memoria del figlio Dino e a lui dedicata.
Sulla lapide posta dai genitori nell’atrio della Scuola sono incise alcune toccanti parole che rivelano quanto la sua breve vita sia stata traboccante dell’ amore di Cristo “Via, verità e vita”…in un mondo “reso triste sovente dagli egoismi umani”.
Le dure vicende della ricostruzione dell’ ltalia del dopoguerra dimostrano come “forte e gentile” sia il cuore e l’ animo degli abruzzesi quando si rimboccano le maniche in uno slancio produttivo ed economico per risollevare le sorti socio-culturali e spirituali della loro terra. 

In questi frangenti l’attaccamento alla Chiesa si esprime con rinnovata vitalità interiore ed è allora che anche la fama di santità di Dino Zambra si diffonde in tutto il mondo, in special modo tra i nostri emigrati in Messico, Argentina, Australia, e Lussemburgo e maggiormente dopo la divulgazione del “Diario”, rivelatore della bellezza della sua anima e del candore della sua vita.

Iniziano così a pervenire dall’Italia e dal mondo testimonianze della santità di Dino e di grazie ricevute per sua intercessione.

Tutto ciò indusse la Diocesi ad introdurre la Causa di Beatificazione. I genitori di Dino nominarono come Postulatore D. Antonio Graziani, canonico della Cattedrale di Chieti.

Questi, il 14 gennaio 1961, presentava a S. E. Mons.G. B. Bosio, Arcivescovo di Chieti, il “supplice libello”, ossia la domanda di apertura del Processo Informativo Diocesano presso la Curia di Chieti.
Fu presentato dal Postulatore un elenco di 45 testimoni di cui ne saranno ascoltati 38; tra essi il padre e la madre di Dino, lo zio sen. Giuseppe Spataro, l’ing.Danilo Zanzucchi, amico intimo di Dino e la Professoressa Marisa Zanzucchi, la studentessa che aveva fatto palpitare d’amore il suo cuore puro. Per ascoltare tutti i testimoni sparsi per l’ltalia furono necessari dieci processi rogatoriali nelle diverse città interessate.
Intanto furono raccolti tutti gli scritti di Dino: componimenti scolastici, lettere e soprattutto il Diario.
Il Processo diocesano si concludeva il 13 dicembre 1969 sotto la presidenza di Mons. Loris Capovilla, succeduto a Mons. G. B. Bosio, e ne veniva inviata copia a Roma.
Purtroppo trascorse un non breve periodo di silenzio. Ma nel 1995, Mons. Edoardo Menichelli,
Arcivescovo di Chieti- Vasto, riprese l ‘iter della Causa nominando il Postulatore romano nella persona di don Pasquale Liberatore, Postulatore generale’ dei Salesiani.
Fu necessario procedere ad un’ulteriore documentazione sul perdurare della fama di santità. Il 17 aprile 1998 fu emesso, da parte della Congregazione delle Cause dei Santi, il decreto sulla validità del Processo stesso. Dopo questo importante atto giuridico, don Antonio Bevilaccqua, sotto la guida del Relatore della Causa, potè elaborare la “Positio super vita et virtutibus”, un minuzioso lavoro critico di circa 500 pagine. 

La “Positio” è stata consegnata alla congregazione delle Cause dei Santi alla fine del 2000. Attende ora che giunga il suo turno per essere esaminata dai Consultori Teologi prima e dai Cardinali poi. E solo dopo il loro giudizio positivo, Dino sarà dichiarato Venerabile, in attesa che un miracolo ottenuto per sua intercessione lo porti alla Beatificazione prima e alla Canonizzazione dopo.

Dino è un giovane per i giovani e per i meno giovani. E’ un modello a cui guardare senza stancarsi mai.

Lo imitino i fidanzati, per capirne l’arte di amarsi in modo tenerissimo e purissimo.

Lo sentano vicino i lavoratori, perchè Dino riteneva che la terra è di chi la coltiva.

Lo osservino attentamente i genitori, per formare santamente i propri figli facendosi maestri dell’unica vera scienza della grande scuola della fede.

Ne traggano conforto i sofferenti e gli ammalati, perchè Dino, accettando la sofferenza come dono prezioso di Dio, affrontò il dolore con forza e coraggio e da malato confortò i malati.

Se ne parli ai moribondi, perchè la morte è la comunione di tutti coloro che dalla Croce di Cristo sono stati liberati dalla morte eterna.

Dino Zambra, con la sua vita limpida e pura, ancora oggi, dall’alto del Colle di Santa Maria Arabona, ove riposano i suoi resti mortali, sa infondere il respiro dell’eterno. 


da:” Nei suoi occhi il Paradiso, Dino Zambra, Studio Di Vitto editore,Scanno (AQ)”